Terremoto nel ferrarese, dove ha sede la redazione del blog

Questa notte, alle 4.05 la scossa più forte, del 6^ grado della scala Richter. 6 morti e circa settanta feriti. Tremila almeno gli sfollati. Ferrara, città patrimonio della umanità, non ha avuto vittime, ma il suo centro storico è statointeressato. Riportiamo una immagine simbolo, di una torretta del castello estense sventrata.

Ma i problemi maggiori sono nella provincia, dove vi sono molti crolli degli edifici storici e diversi crolli anche di capannonoi industriali.Diverse le chiese con parziale o totale inagibilità Anche i cimiteri storici sono stati interessati.

Pubblicato in Cimiteri | Lascia un commento con la Regione di appartenenza

Aser srl impresa funebre pubblica operante in Romagna ha un nuovo amministratore delegato

Davide Zagonara, faentino di 33 anni, è stato nominato amministratore delegato di Aser (Azienda Servizi Romagna), srl che si occupa di onoranze funebri, totalmente controllata da Ravenna Holding Spa.
Zagonara, referente comunale dell’Idv, ha il diploma di geometra (gli mancano ancora 2 esami alla laurea in ingegneria) ed e’ stato dirigente dell’area comunicazione e marketing del club atletico Faenza pallacanestro e arbitro di basket. Guadagnerà, per iniziare, 35 mila euro all’anno.

Pubblicato in Attivitafunebre | Lascia un commento con la Regione di appartenenza

Ironia sugli effetti della crisi su una impresa funebre

Lo spettacolo teatrale L’agenzia della felicità, di Geppi Di Stasio, è andato in scena al Teatro delle Muse, in via Forlì, 43 a Roma, a cura della compagnia del Teatro delle Muse
L’agenzia della felicità racconta una situazione che qualche anno fa sarebbe apparsa paradossale, mentre oggi, tutto sommato, non è così improbabile. I tre soci di un’agenzia di pompe funebri, l’Agenzia della Felicità, dopo un anno e mezzo di inattività devono fronteggiare pesanti pressioni economiche: lo scoperto della banca incalza e la cartella esattoriale bussa alla loro porta. Svariate migliaia di euro da sborsare e la cassa suona a vuoto. Che fare? La dignità e la morale cedono schiacciate dall’istinto di sopravvivenza. La soluzione ai problemi è una tipologia antichissima di commercio, un baratto, diciamo, con beni in natura: la prostituzione. I soci seducono o cedono alle lusinghe dei loro creditori senza coinvolgimenti emotivi, ma per un lucido e ponderato calcolo. L’argomento delicato poteva facilmente scadere nella banalità e nello squallore, se il tocco dell’autore e degli interpreti non avesse sdrammatizzato con ironia. La commedia brillante si sostanzia di vivaci battibecchi, di situazioni improbabili e di battute che muovono spesso al riso.

Pubblicato in Attivitafunebre | Lascia un commento con la Regione di appartenenza

Con lo zinco…o senza?

Durante l’ennesimo esame comparativo tra le diverse norme di polizia mortuaria che regolano la cremazione e le richieste avanzate dalle SoCrem, per snellire le procedure amministrative o d’ordine igienico-sanitario, abbiamo notato un dettaglio sconvolgente: da parte delle imprese funebrisi chiederebbe, con sempre maggior insistenza, ai gestori degli impianti crematori, soprattutto in occasione delle operazioni cimiteriali massive di estumulazione, l’incinerazione dei feretri anche in presenza di vasca zincata, quando ciò non è più possibile, se non in rarissimi casi di impianti ancora predisposti per abbruciare lo zinco, in forza delle sempre più restrittive norme sulle emissioni gassose ed inquinanti in atmosfera.

 

Ricordiamo, infatti, che la legge (Art. 80 comma 1 DPR n.285/1990) prevede l’inserimento nel forno del defunto (sia esso cadavere o resto mortale) e della cassa che lo contiene, nella sua interezza, per ovvi motivi di pietas e rispetto.

 

Ad una prima impressione, questa istanza ci è parsa, da subito, un assurdo in terminis: il metallo non si può bruciare, ma solo fondere, a meno che non si ragioni di temperature da fantascienza.

 

Gli ottocento/mille gradi sviluppati da un forno crematorio, con ogni probabilità, non sarebbero certo sufficienti.

 

Non riuscivamo a capire il bisogno di introdurre anche il cofano di metallo nel forno, quando, ad oggi esistono i dispositivi ad effetto impermeabilizzante sostitutivi della lastra di zinco

inner content 01Tra l’altro, anche In caso di inconsunti rinvenuti con l’estumulazione ordinaria si rimuove sempre il coperchio metallico per collocare l’eventuale resto non mineralizzato in un contenitore cartaceo facilmente biodegradabile o combustibile (Circ. MIn. 31 luglio 1998 n. 10 e soprattutto Risoluzione del Ministero della Salute p.n. DGPREV-IV/6885/P/I.4.c.d.3 del 23/3/2004) da inviare ad ulteriore interro oppure alla cremazione, mentre per la ri-tumulazione, quando ammessa in sede locale, sarebbe, comunque, necessaria la doppia cassa qualora risultassero presenti parti molli (tessuti, cartilagini) con conseguente rischio di percolazioni post mortali all’esterno del tumulo.

 

Se, poi, il feretro da incinerare è preparato con la controcassa di zinco deve anche esserci, per forza, anche un cofano di legno massello ex Art. 30 DPR n.285/1990, che, data tale consistenza, brucerebbe a fatica, richiedendo molto più tempo. e dispendio di calore.

Continuavano, poi, a non esserci chiari alcuni aspetti tecnici: quando, infatti, si procede all’estumulazione di una bara la parte in metallo risulta, quasi sempre semidistrutta dalle operazioni stesse d’apertura del feretro oppure dall’azione prolungata di gas e liquami putrefattivi fortemente acidi. e, quindi, corrosivi, senza poi considerare come lo zinco, con il tempo, tenda naturalmente a passivarsi, perdendo consistenza e spessore.

Solo in un secondo momento gli eventuali resti non scheletrizzati vengono cremati o nuovamente interrati in attesa di una loro rapida mineralizzazione, anche grazie all’aiuto di correttivi chimici, come potenti enzimi dall’effetto solvente o biodegradante.

 

Raramente, quindi, vengono inviati alla cremazione anche i rottami metallici, pare infatti, che siano operative sul mercato aziende specializzate nei recuperi di manufatti zincati per sepolture.

 

Nel corso di una riunione tecnica abbiamo deciso di esporre questi atroci dubbi sepolcrali ad alcuni esponenti di spicco dell’associazionismo cremazionista, molto attivo nell’Italia settentrionale:

Il primo ha così risposto ai nostri interrogativi:

D’accordo che il metallo si fonda e non bruci. Non occorrono, però, temperature stratosferiche! Non sono un tecnico, ragion per cui per cui le spiegazioni possono esser fornite dagli impianti crematori (inveso sempre pià rarefatti) dove si bruciano feretri tranquillamente anche in presenza di casse di zinco. Il feretro, con il guscio interno di metallo inossidabile, viene introdotto non aperto nel forno. Quindi l’unica operazione aggiuntiva consiste nel rimuovere la copertura.

 

Esistono i sistemi ad effetto barriera ed altre soluzioni igieniche come i materassini assorbenti, ma, al momento non sussiste, a livello nazionale, rimanendo in vigore il paragrafo 9.1 della Circ. MIn. SAnità n. 24/1993 alcuna norma formale che obblighi a non usare più lo zinco con cui rivestire l’ interno o l’esterno del cofano ligneo. Il discorso non è tanto riferito al presente, dove si tende a superare il confezionamento del feretro on la doppia cassa, ma al passato dove lo zinco era usato nella quasi totalità dei trasporti.

 

Non è esatto sostenere che in caso di resti inconsunti si rimuova sempre il coperchio zincato. Questa procedura ex Art. 75 comma 2 DPR n.285/1990, vale per la successiva inumazione, essa, però, non è sempre rispettata per la cremazione che si effettua anche con le casse zincate. Naturalmente parliamo di casse zincate interne. Se si tratta d’involucri esterni di zinco (possibilità quasi mai attuata, ma contemplata dal DPR n.285/1990) è chiaro che si debba rimuovere la vasca metallica con relativa copertura, per facilitare la combustione del feretro.

 

Ricordo, inoltre, che l’apertura delle casse, all’atto dell’estumulazione, comporta sempre la presenza dei funzionari delle ASL per la constatazione della consunzione. Se non si apre il coperchio e si avvia direttamente la bara alla cremazione (Art. 3 comma 1 lett. g) Legge n.130/2001????), non c’è bisogno di operatori sanitari. Le ASL chiedono, poi, che la loro presenza venga evitata in futuro ed in loro supplenza sia presente il personale necroforo, il quale, risulta pur sempre incaricato di pubblico servizio, come risulta già da svariate norme regionali volte a “demedicalizzare” la polizia mortuaria, eliminando i controlli dell’Autorità Sanitaria.

 

Il secondo, invece, ci ha spiegato come ancora in alcuni impianti si proceda all’introduzione nella cella crematoria anche di cofani muniti di vasca e coperchio zincati. “Adesso, grazie alla tecnologia esistono materiali nuovi e meno inquinanti capaci di garantire l’ermeticità della cassa per il tempo necessario al trasporto. Purtroppo, però, la legge, almeno formalmente, non proibisce ancora il confezionamento del feretro con anima realizzata in nastro metallico.

 

Lo zinco, lavorato in lamine molto sottili, si scioglie facilmente ed in parte si volatilizza, assieme ai vapori della combustione; un’altra componente, invece, fonde e si deposita sul fondo del forno sotto forma d’ incrostazioni residue.

 

Lo stesso fenomeno accade per le viti con cui il coperchio di legno è assicurato alla superficie del cofano.

 

Queste parti metalliche, per rispetto verso le ceneri umane che potrebbero aver inglobato, durante il processo di raffreddamento vengono destinate al cinerario comune.

Pubblicato in Crematori, Polizia mortuaria | Lascia un commento con la Regione di appartenenza

Riapre il cimitero di Caltagirone

Si sono conclusi, all’interno del cimitero di Caltagirone, i lavori concretatisi nello sradicamento e nell’asportazione di 90 alberi abbattuti o gravemente danneggiati dal maltempo dello scorso marzo. Gli interventi, promossi dall’assessorato comunale ai Servizi cimiteriali, sono stati effettuati da una ditta specializzata e hanno determinato il ritorno a una totale accessibilità anche delle aree in cui, in queste settimane, è stato problematico muoversi. Da sabato 19 maggio 2012, il cimitero – in queste settimane rimasto accessibile in parte – sarà riaperto totalmente e, quindi, potranno essere riutilizzati i pass (la cui validità viene prorogata di due mesi) per l’ingresso in auto degli autorizzati, vale a dire diversamente abili e quanti altri hanno problemi di deambulazione attestati da certificazioni mediche. “Si è trattato – sottolinea il sindaco Francesco Pignataro – di lavori assai utili che, essendo stati effettuati da una ditta specializzata, sono stati compiuti nel pieno rispetto dell’ambiente cimiteriale e hanno restituito la più piena fruibilità al camposanto, ripristinando le migliori condizioni di sicurezza”.

Pubblicato in Cimiteri | Lascia un commento con la Regione di appartenenza